Accertamento, riscossione e contenzioso
24 Ottobre 2026
L’abito non fa il monaco: frodi carosello e società di comodo
Quando la forma inganna il Fisco: dietro statuti impeccabili si celano evasione Iva e aziende fantasma. Scopriamo come la legge tributaria smaschera i falsi imprenditori dando prevalenza alla sostanza economica.
Oltre le apparenze: il divieto di abuso del diritto - Nel diritto tributario, il proverbio “l’abito non fa il monaco” si traduce in un principio giuridico fondamentale: la prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica. Spesso, contribuenti disonesti aprono società apparentemente legali e ineccepibili al solo scopo di evadere le imposte. A sanzionare questi comportamenti interviene l’art. 10-bis L. 212/2000, che disciplina il divieto di abuso del diritto e l’elusione fiscale. Questa norma permette all’Amministrazione Finanziaria di disconoscere i vantaggi fiscali ottenuti tramite operazioni prive di vera sostanza economica, realizzate al fine essenziale di aggirare gli obblighi tributari, “spogliando” così il contribuente del suo finto abito legale per colpire la reale ricchezza.
Società di comodo: schermi legali per nascondere i patrimoni - Un classico esempio di forma senza sostanza è rappresentato dalle società di comodo, note in gergo tecnico come “società non operative”. Si tratta di entità giuridiche regolarmente costituite e iscritte al Registro delle Imprese ma che, di fatto, non esercitano alcuna reale attività commerciale. Vengono spesso utilizzate come “casseforti” per intestare immobili, imbarcazioni o auto di lusso, al fine di schermare il patrimonio personale dei soci. Per contrastare questo fenomeno, il...