La Corte Costituzionale è stata chiamata dal TAR del Lazio a valutare un passaggio della legge di riforma della Pubblica Amministrazione (D.L. 90/2014 “Madia”) che ha abolito il trattenimento in servizio nelle Pubbliche Amministrazioni.
Come è noto, il trattenimento in servizio è un istituto che consentiva ai dipendenti pubblici di rimanere sul posto di lavoro per un ulteriore lasso di tempo, oltre il compimento dell'età pensionabile di vecchiaia. Il dipendente pubblico poteva chiedere, e l'amministrazione concedere, il trattenimento per un biennio dopo il compimento dell'età pensionabile. Il D.L. 90/2014 ha provveduto all'abolizione dell'istituto dal 1.11.2014; pertanto, raggiunto il limite di età pensionabile, l'Amministrazione Pubblica deve obbligatoriamente collocare a riposo d'ufficio il dipendente.
Il caso in questione traeva origine dalle doglianze di un magistrato nominato consigliere di Cassazione per meriti insigni, in quanto avvocato con 16 anni di anzianità, iscritto negli albi speciali per le giurisdizioni superiori. Il TAR sosteneva che la disposizione normativa violasse il diritto dei magistrati a maturare i requisiti minimi per la pensione, tutelato dagli articoli 2, 4 e 38 della Costituzione, “come si desumerebbe dalla valutazione espressa da questa Corte su disposizioni di legge simili, dichiarate costituzionalmente illegittime, nella parte in cui non...