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Diritto 28 Dicembre 2021

L'anomalia gestionale o l'antieconomicità vanno sempre spiegate

La definizione di condotte presuntivamente anomale può dar luogo a contestazioni basate su tali aspetti, purché si pervenga a una loro esplicazione logica.

Le contestazioni del Fisco che vertono su questioni di desunta antieconomicità destano sempre un vivo interesse e nel contempo una lieve preoccupazione a causa dell'indeterminatezza delle fattispecie che si possono presentare al cospetto degli operatori di diritto. Su tale tematica di segnala un intervento della Cass. civ. Sez. VI (ordinanza 14.12.2021, n. 39885) che, seppure in via soltanto incidentale, apporta un utilissimo contributo in merito ai presupposti delle contestazioni che si fondano sui fattori di antieconomicità. In particolare, le fattispecie qualificate come anomalie gestionali correlabili a eccessi di erogazione di compensi ad amministratori e al sostenimento di elevati costi per il personale, possono essere stimati come sproporzionate e non proprio coerenti, qualora si presentino al cospetto di un'innegabile crisi finanziaria, oltre al crollo del fatturato di una impresa. Tali elementi sono stati infatti ritenuti sintomatici, in mancanza di una spiegazione razionale, di una contraddizione a quelli che sono gli ordinari canoni dell'economia d’impresa e quindi evidentemente valutati come antieconomici. Nel caso in esame ci si ritrovava al cospetto di un contribuente che versava in uno stato di grave crisi finanziaria e di anormalità gestionale, desunto dall'ingente perdita di fatturato, che trovava ulteriormente conferma nel notevole importo dichiarato per i costi del personale dipendente e soprattutto per i...

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