L'apprendistato è tradizionalmente l'istituto contrattuale attraverso cui viene favorito l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.
Il nostro ordinamento prevede 3 distinte tipologie:
apprendistato di primo livello, volto a far conseguire a giovani da 15 a 25 anni un diploma di istruzione secondaria, strutturato in modo da coniugare la formazione in azienda con l'istruzione svolta dagli istituti formativi accreditati;
apprendistato professionalizzante, finalizzato all'acquisizione di una qualifica professionale e all'instaurazione di un successivo rapporto di lavoro;
apprendistato di alta formazione e ricerca che ha lo scopo di far conseguire titoli di studio universitari o di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca o il praticantato per l'accesso agli ordini professionali.
Tralasciando quest'ultima ipotesi che in qualche modo dovrebbe garantire uno sbocco professionale ai giovani contraenti, le altre 2 presentano risultati molto diversi.
Se si considera l'apprendistato professionalizzante, la maggioranza degli interessati, a distanza di 5 anni dalla stipula del contratto è in grado di transitare verso nuove forme contrattuali. Certo, i contratti a tempo indeterminato sono una minoranza, prevalendo quelli a termine o magari di altro apprendistato; tuttavia, quasi tutti lavorano in imprese diverse da quelle originarie.
Inoltre, è stato appurato che nei 3 anni successivi all'assunzione, gli...