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Diritto 14 Dicembre 2021

L’arbitrato amministrato e ad hoc

Una modalità di risoluzione alternativa della controversia, devoluta a soggetti privati.

Autorevole dottrina definisce l’arbitrato come un modo di risoluzione delle controversie alternativo rispetto al giudizio dei giudici dello Stato, in forza della quale detta risoluzione è affidata a un giudice “privato” scelto dalle parti, potenzialmente in grado di garantire una decisione più aderente alle peculiarità della lite e comunque più rapida. In genere si distingue tra arbitrato amministrato e ad hoc a seconda che la procedura segua l’iter stabilito dalle parti nell’ambito della clausola compromissoria (ai sensi dell’art. 806 e ss c.c.), oppure a un regolamento arbitrale precostituito di cui agli artt. 832 e ss c.c. Si tratta, in buona sostanza, di un’alternative dispute resolution che lascia alle parti la facoltà di far decidere da arbitri le controversie tra loro insorte, con il solo limite che queste abbiano a oggetto diritti disponibili. La giurisprudenza di legittimità, dopo una serie di pronunce contrastanti, parrebbe essere giunta alla conclusione che per l’individuazione dei diritti indisponibili non assume un rilievo determinante la circostanza che la disciplina del rapporto sia dettata da norme inderogabili, esistendo una pluralità di materie disciplinate da norme imperative, nell’ambito delle quali è riconosciuta alle parti la facoltà di disporre dei propri diritti, magari a determinate condizioni oppure nel rispetto delle modalità...

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