Accertamento, riscossione e contenzioso
13 Ottobre 2026
L’atto del donare è puro gesto d’amore agli occhi del Fisco?
Quali sono i confini che non bisogna superare per non attirare l’attenzione del Fisco su donazioni tra privati e cosa invece tutela e privilegia l’Agenzia delle Entrate?
Confine invisibile tra affetto e obblighi fiscali - In Italia la linea sottile tra un gesto d’amore e una donazione tassabile ruota attorno a un concetto chiave: il modico valore. Secondo l’art. 783 c.c., i regali di modica entità non richiedono l’atto pubblico notarile e sono esenti da tasse. Tuttavia, la giurisprudenza e la recente ordinanza della Cassazione 12.06.2025, n. 15679 ribadiscono che la “modicità” non si misura con una cifra fissa, ma applicando un duplice parametro: il valore economico del bene e la consistenza del patrimonio del donante. Questo principio è valido purché la cosa donata sia stata consegnata nelle mani del donatario, cosicché risulti in modo inequivocabile la volontà di chi dona. Il valore oggettivo del bene deve quindi essere rapportato alle condizioni economiche soggettive del donante: un regalo non deve mai incidere in modo apprezzabile o sproporzionato sul patrimonio del donante (art. 783 c.c.). Se la stabilità finanziaria viene intaccata pesantemente, l’atto perde i requisiti della liberalità informale ed entra nel mirino del Fisco.“Liberalità d’uso”: le occasioni sociali - Il Codice Civile tutela le cosiddette liberalità d’uso (art. 770 c.c.): ovvero quei regali fatti in occasione di festività, ricorrenze (maturità, lauree, matrimoni, compleanni, Natale) o usi sociali consolidati. Quale confine non bisogna superare? Il regalo d’amore è protetto se è “di uso” e proporzionato alle consuetudini sociali...