Le cronache più recenti hanno portato alla ribalta alcuni drammatici eventi che hanno visto come protagonisti dei minori. Dalle maestre di un asilo nido che maltrattavano dei bambini in tenera età, alla docente rimasta incinta di un allievo quattordicenne, passando per il conducente di un bus che ha trattenuto in ostaggio 51 ragazzini, poi miracolosamente scampati all'incendio volontario del mezzo. Quest'ultima vicenda ha suscitato particolare scalpore, dal momento che il protagonista aveva nel 2017 riportato una condanna per violenza sessuale nei confronti di una minorenne!
Più in generale, però, i suddetti episodi hanno in comune il fatto che gli autori hanno commesso i reati loro ascritti, nell'esercizio delle proprie funzioni: erano cioè responsabili dell'incolumità e della sicurezza dei minori loro affidati. Logico che nei giorni successivi si sia levato un coro di proteste indignato e che si siano invocate delle disposizioni di legge in grado di prevenire e contrastare situazioni così angoscianti.
In realtà, una norma di questo tipo nel nostro ordinamento esiste già, sebbene essa sia soprattutto finalizzata a combattere gli abusi sessuali sui minori e la pornografia minorile. Si tratta dell'art. 2 D.Lgs. 39/2014 che, introducendo l'art. 25-bis nel testo del D.P.R. 313/2002, prevede un particolare obbligo in capo a coloro i quali intendano impiegare dei soggetti per lo svolgimento di...