RICERCA ARTICOLI
Lavoro 01 Agosto 2019

Lavoratori autonomi, come riconoscerli e quali obblighi di tutela


La legislazione in materia di sicurezza individua nel datore di lavoro il titolare di una posizione di garanzia nei confronti del personale proprio e dell'appaltatore e dei lavoratori autonomi che operano per conto dell'impresa. Il lavoratore autonomo è definito dal D.Lgs. 81/2008 come “persona fisica la cui attività professionale contribuisce a realizzare l'opera senza vincolo di subordinazione”, in linea con l'art. 2222 C.C. che individua coloro che compiono opere o servizi “con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”. La figura ha obblighi in materia di sicurezza palesemente ridotti, da cui ne deriva il ricorso frequente. Tenuto infatti all'uso di attrezzature conformi, a dotarsi di dispositivi di protezione individuale idonei e ad esporre il tesserino identificativo, ha tuttavia facoltà di beneficiare, con oneri a proprio carico, di sorveglianza sanitaria e formazione non oggetto di particolari disposizioni. Grava in modo indiscutibile sul datore di lavoro che si avvale delle sue prestazioni l'onere di mantenere in sicurezza l'ambiente di lavoro, fornire attrezzature adeguate e informare dei rischi specifici presenti. Istruttiva in tal senso è la sentenza di Cassazione Penale, Sez. IV, 16.07.2019, n. 30991 che definisce i criteri che qualificano il lavoratore autonomo operante nell'ambito di un'organizzazione, smascherando quello...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.