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Lavoro 18 Settembre 2020

Lavoro dipendente e permessi elettorali

È da considerare attività lavorativa a tutti gli effetti l’opera prestata ai seggi dal lavoratore subordinato.

Con l'appuntamento elettorale e referendario del 20 e 21.09.2020, si ripropone in questi giorni il tema dei permessi a favore di quei lavoratori chiamati a svolgere pubbliche funzioni negli uffici elettorali. La disciplina della materia risale addirittura al 1957, sebbene sia stata soggetta a successive modifiche, più precisamente all'art. 119 che riconosce a tutti i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, il diritto ad assentarsi dal lavoro per l'intera durata delle operazioni di voto e di scrutinio in occasione di tornate elettorali e consultazioni referendarie. Posto che gli incarichi interessati sono quelli di presidente di seggio, scrutatore, segretario, rappresentante di lista, di gruppo o comitato promotore di referendum, l'esercizio di tale funzioni viene considerato attività lavorativa a tutti gli effetti. Ciò significa, in buona sostanza, che i lavoratori impegnati nei seggi hanno diritto a una retribuzione aggiuntiva rispetto a quella ordinaria mensile. Ponendo, per esempio, che le elezioni si svolgano di sabato e tale giorno sia di riposo, la presenza al seggio viene compensata con la medesima retribuzione prevista per una giornata di lavoro. In tal senso si è pronunciata la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11830/2011, che ha sancito a favore del lavoratore impegnato nelle operazioni elettorali, il diritto all'intera retribuzione della giornata lavorativa, anche se il suo impegno è stato in...

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