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Lavoro 20 Ottobre 2023

Lavoro domestico: instaurazione del rapporto di lavoro

Quali adempimenti sono necessari per l’instaurazione e la gestione del rapporto di lavoro svolto all’ambito della vita familiare.

Il lavoro domestico è un rapporto di lavoro subordinato che si svolge all’interno della famiglia per soddisfare, quindi, il bisogno diretto del datore di lavoro privato. Può anche accadere che non sia il diretto interessato a fruire della prestazione: un figlio può, ad esempio, assumere una badante perché assista la madre.
Il rapporto di lavoro può essere a tempo determinato, indeterminato o in somministrazione. Il contratto a termine segue le stesse disposizioni normative della generalità dei lavoratori subordinati: possibilità di prorogare il contratto per un numero di volte pari a 4, apposizione della causale al superamento dei 12 mesi di contratto e durata massima di 24 mesi.
Il rapporto di lavoro, oltre che dalle previsioni di legge, è regolamentato dal Ccnl lavoro domestico.

L’assunzione del lavoratore domestico avviene tramite comunicazione all’Inps (circ. Inps 24.06.2011, n. 277 e circ. Inps 11.03.2011, n. 49) entro le ore 24 del giorno antecedente l’inizio della prestazione lavorativa attraverso:
  • il sito dell'Istituto utilizzando lo SPID;
  • Contact center Inps;
  • intermediari abilitati, come i Consulenti del Lavoro o le Associazioni.
La lettera di assunzione deve essere redatta in forma scritta con allegato l’informativa prevista dal decreto Trasparenza; anche il lavoratore domestico è soggetto al periodo di prova.

La retribuzione, così come dispone l’art. 36 della Costituzione, è prevista dal Ccnl per i livelli d’inquadramento e da quanto concordato tra le parti, sempre nel rispetto della proporzionalità della qualità e quantità del lavoro prestato.
Il datore di lavoro privato all’atto del pagamento della retribuzione deve consegnare il prospetto paga e deve poi provvedere al versamento della contribuzione Inps. Il lavoratore domestico ai fini previdenziali è infatti assicurato ai fini Inps, Inail e CAS.SA.COLF. Il calcolo della contribuzione avviene moltiplicando le ore di lavoro per il contributo orario, unitamente alla tredicesima mensilità calcolata in misura oraria e al valore convenzionale, anch'esso ripartito in misura oraria, del vitto e dell'alloggio.

Il versamento dei contributi è a cadenza trimestrale (10.01, 10.04, 10.07 e 10.10) tramite sistema PagoPa, MAV o bollettino inviato direttamente dall’Inps. Come per la generalità dei lavoratori dipendenti è previsto un contributo a carico del lavoratore trattenuto nel prospetto paga e per i contratti a termine è previsto il contributo addizionale dell’1,4% ai sensi della L. 92/2012.
Il calcolo e versamento alla CAS.SA.COLF avviene unitamente al versamento della contribuzione Inps ed è dovuto in misura pari a 0,2 euro a carico del lavoratore e a 0,4 euro a carico del datore di lavoro moltiplicati per le ore retribuite.

Relativamente alle cause di cessazione del rapporto di lavoro queste possono essere:
  • il recesso durante il periodo di prova;
  • la scadenza del termine;
  • la risoluzione consensuale;
  • le dimissioni per le quali non è prevista la procedura telematica (art. 26 D.Lgs. 151/2015);
  • il decesso del lavoratore o del datore di lavoro;
  • l’impossibilità sopravvenuta alla prestazione.
La cessazione del rapporto deve avvenire nel rispetto dei termini di preavviso previsti dal Ccnl e deve essere comunicata, entro 5 giorni dal suo verificarsi, tramite gli stessi canali previsti per la comunicazione di assunzione.
All’atto della cessazione del rapporto di lavoro, al lavoratore domestico, spetta il trattamento di fine rapporto, calcolato dividendo per 13,5 la retribuzione annua con l’aumento delle quote annuali rivalutate del 1,50% più il 75% dell’indice Istat.