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Lavoro 17 Novembre 2023

Lavoro domestico? Urge regolarizzarlo

Un settore afflitto da tassi di illegalità intollerabili che occorre contrastare con vecchie e nuove misure.

Per “lavoro domestico” si intende una serie di prestazioni rese a favore di un soggetto o di un’organizzazione non imprenditoriale e che consistono in servizi destinati al funzionamento della vita familiare e al governo della casa. Il datore di lavoro può essere: una persona singola; un nucleo familiare i cui componenti sono legati da un vincolo affettivo e di mutua assistenza; una comunità di tipo militare o religioso, nella quale vengono riprodotte al suo interno le stesse regole della vita familiare. Il lavoratore (in realtà sarebbe più corretto dire la lavoratrice, poiché nel quasi 90% dei casi si tratta di una donna) svolge generalmente le mansioni di colf e badante, ma potrebbero essere anche quelle di cuoco, cameriere, baby-sitter, autista, giardiniere, custode o portiere. Secondo un’indagine Eurostat l’Italia è il Paese che, con Cipro, vanta la maggiore percentuale di lavoro domestico a livello comunitario. Si tratta, tuttavia, di un primato del quale c’è poco da andare fieri, giacché poco onorevoli sono le due ragioni di fondo. La prima, infatti, è da attribuire alla grave carenza di servizi, sia pubblici che privati, alle famiglie, soprattutto nell’ambito dell’assistenza alla persona e agli anziani; la seconda è da rinvenire nei costi del lavoro molto bassi, anche perché caratterizzati da una diffusissima evasione fiscale e...

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