Diritto del lavoro e legislazione sociale
18 Agosto 2026
Lavoro intermittente nelle attività in ristorazione
Nel settore della ristorazione, la gestione dei picchi di attività, eventi o festività rappresenta un'esigenza costante a cui dover rispondere attraverso rapporti di lavoro di durata limitata, spesso molto breve, o grazie all’ausilio di familiari: in quest’articolo si analizzano le principali caratteristiche del lavoro intermittente.
Il lavoro intermittente, disciplinato dagli artt. 13-18 D.Lgs. 81/2015, è un contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che può utilizzarne la prestazione in modo discontinuo o intermittente. Il contratto deve essere stipulato in forma scritta e contenere, ai sensi del D.Lgs. 104/2022, elementi essenziali quali durata, ipotesi che consentono la stipulazione, luogo e modalità della disponibilità, preavviso di chiamata, trattamento economico e normativo, modalità di chiamata, rilevazione della prestazione, tempi e modalità di pagamento della retribuzione nonché dell’eventuale indennità di disponibilità.Il lavoro intermittente è ammesso per ciascun lavoratore con lo stesso datore per un massimo di 400 giornate di effettivo lavoro in 3 anni solari e l’eventuale superamento comporta la trasformazione del rapporto in un tempo pieno e indeterminato: un limite dal quale sono esclusi alcuni settori, tra cui proprio anche il turismo e i pubblici esercizi.Casi di ricorso e divieti - Il ricorso a tale contratto, che può essere stipulato sia a tempo determinato che indeterminato, è possibile:- sempre, con soggetti con meno di 24 anni (prestazioni entro il compimento dei 25) o con più di 55 anni;- per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente individuate dai contratti collettivi, per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno;- in mancanza di previsioni collettive,...