RICERCA ARTICOLI
Paghe e contributi 12 Febbraio 2026

Lavoro notturno, festivo e straordinario: confini della detassazione

La detassazione al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni offre un rilevante beneficio fiscale, ma le maggiorazioni miste che sommano straordinario e disagio impongono scelte interpretative e operative attente per un’applicazione corretta.

Ambito di applicazione e finalità - Dal 2026, per i lavoratori dipendenti del settore privato, l’art. 1, c. 10 L. 199/2025 prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 15% sulle maggiorazioni relative al lavoro notturno, alle prestazioni rese nei giorni festivi o di riposo settimanale e al lavoro a turni, entro il limite di 1.500 euro annui e a condizione che il reddito di lavoro dipendente 2025 non sia superiore a 40.000 euro. La finalità della norma è alleggerire il carico fiscale sulle componenti retributive che compensano il disagio di orari e giorni gravosi, senza trasformarsi in un incentivo all’aumento del lavoro straordinario.Lavoro notturno/festivo vs straordinario - Lo straordinario remunera le ore eccedenti l’orario contrattuale, con maggiorazioni che compensano il tempo aggiuntivo. Il lavoro notturno, festivo o nel giorno di riposo riguarda invece la collocazione temporale, e le relative maggiorazioni compensano il disagio d’orario. Il problema sorge quando il Ccnl unisce queste 2 componenti in un’unica voce, come lo straordinario festivo, sommando compensi per eccedenza oraria e disagio temporale. In caso di detassazione, occorrerebbe scomporre la maggiorazione e isolare solo la parte effettivamente legata alla penosità della prestazione, che appare l’unica legittimamente agevolabile.Maggiorazioni miste - Il vero terreno di prova applicativa della detassazione al 15%, dunque, è rappresentato dalle maggiorazioni miste, nelle quali si...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.