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Lavoro 05 Gennaio 2021

Le prove per dimostrare il reato di caporalato

Con sentenza n. 27582/2020, la Corte di Cassazione ha affermato che è sufficiente, oltre alla durata della prestazione e alla paga ridotta, anche l'assenza di formazione dei lavoratori e l'obbligo di pagare il trasporto per essere accompagnati sul posto di lavoro.

La vicenda trae origine dalla condanna del presidente di una cooperativa agricola calabrese per aver sottoposto 7 lavoratori extracomunitari, attraverso l'intermediazione di un caporale, “a condizioni di sfruttamento in relazione alla retribuzione inferiore a quanto prescritto dai contratti collettivi nazionali o territoriali applicabili e comunque sproporzionata per difetto (ossia in concreto trenta euro a giornata lavorativa), alle condizioni di lavoro (i braccianti non avevano seguito nessun corso di formazione per la sicurezza e non erano muniti di alcun mezzo di protezione), agli orari di lavoro (lavorando 8 ore al giorno, anziché 6 e 30, senza alcun riconoscimento aggiuntivo) e alle ferie (spesso non godendo del riposo settimanale), approfittando del loro stato di bisogno connesso alla situazione di assoluta indigenza (vivendo i lavoratori in una tendopoli)”. Il datore di lavoro condannato ricorre in Cassazione adducendo diverse motivazioni: era il solo caporale a rapportarsi con i lavoratori, e non già il datore di lavoro; l'Ispettorato del Lavoro in entrambe le ispezioni non aveva elevato alcuna sanzione, attestando la regolarità dell'assunzione dei braccianti agricoli; inoltre, non sarebbero state attendibili le dichiarazioni sulla retribuzione rese dai lavoratori in quanto essi avevano iniziato a lavorare da troppo poco tempo, anzi, 2 di essi proprio il giorno 12.10.2018 stavano stipulando il contratto (!), ma nei...

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