RICERCA ARTICOLI
Diritto 16 Febbraio 2022

Le ragioni d'urgenza che giustificano l'accertamento anticipato

La sussistenza dei requisiti per l'applicabilità di misure cautelari integra una valida ragione d'urgenza per l'emissione dell'accertamento anticipato.

Tra le varie garanzie poste a tutela del contribuente, è annoverabile anche quella disciplinata dall’art. 12, c. 7, dello Statuto del contribuente, che impone all’Amministrazione Finanziaria uno specifico divieto avente ad oggetto la notifica di un atto impositivo senza che sia decorso il termine di 60 giorni dalla data di notifica del PVC. La norma, strutturata col chiaro intento di attuare un dialogo preventivo (e costruttivo, almeno nell’intenzione del legislatore) tra Fisco e contribuente, prevede la facoltà concessa al contribuente di produrre osservazioni e rilievi concernenti le operazioni e le conclusioni compendiate nel processo verbale di constatazione. Il termine in oggetto risulta quindi fondamentale per consentire al contribuente la concreta possibilità di esperire le proprie difese (almeno in teoria), al cospetto dell’azione di controllo del Fisco. Rispetto alla tematica trattata si è già da tempo pronunciata la stessa Cassazione che, a Sezioni Unite (SS.UU. 18184/2013), aveva avuto modo di precisare come il mancato rispetto del termine indicato, in assenza di qualificate ragioni di urgenza, non può che determinare l’invalidità dell’avviso di accertamento tributario emanato prematuramente, quale effetto del vizio inerente al relativo procedimento. Il problema che emerge è costituito dal fatto di non aver messo a disposizione del contribuente l’intero lasso di...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.