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Lavoro 24 Maggio 2021

Le riforme del mercato del lavoro previste dal PNRR

Politiche attive a sostegno della natalità e del reddito dei lavoratori.

Tra le riforme di attuazione del PNRR si collocano quelle orientate a mitigare le conseguenze economiche e sociali della crisi e a rafforzare la coesione economica e sociale del Paese.

Nell’ambito delle politiche per la razionalizzazione e l’equità del sistema fiscale e per la promozione della partecipazione al lavoro delle donne e dei giovani, si colloca l’introduzione dell’assegno unico universale per le famiglie con figli, in attuazione della legge delega approvata in via definitiva dal Parlamento (L. 1.04.2021, n. 46).
L’istituzione dell’assegno unico universale segna un cambio di paradigma nelle politiche per la famiglia e a sostegno della natalità. Le risorse destinate alle famiglie con figli a carico saranno gradualmente potenziate e concentrate su un’unica misura nazionale di sostegno (come richiesto dalla Commissione nelle Raccomandazioni specifiche del 2019 e 2020), che assegna ai nuclei familiari un beneficio economico omogeneo, secondo criteri di universalità e progressività.
L’assegno è un contributo economico riconosciuto alle famiglie con figli a carico, condizionato alla prova dei mezzi e quindi calibrato rispetto all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare, in modo da rafforzare il sostegno economico per le famiglie maggiormente in difficoltà, con l’obiettivo di contrastare la povertà minorile.

In termini di risorse già stanziate, il Governo ha previsto uno stanziamento a favore dell’intervento, non inferiore a € 5 miliardi e non superiore a € 6 miliardi a decorrere dall’anno 2022, con la legge di Bilancio per il 2021 (art. 1, cc. da 2 a 7, L. 178/2020). Inoltre, è stato incrementato il Fondo assegno universale e servizi alla famiglia, già istituito dalla legge di Bilancio per il 2020 con una dotazione di € 3.012,1 milioni per l’anno 2021 (art. 1, c. 339, L. 160/2020), con una dotazione aggiuntiva pari a € 1.044 milioni per il 2021 e a € 1.244 milioni annui a decorrere dal 2022.

L’altro fronte di riforma riguarda il sostegno al reddito dei lavoratori. Perché il PNRR possa produrre benefici durevoli in termini di produttività e di qualità e quantità dell’occupazione prodotta, occorrono interventi per migliorare strutturalmente la performance del Paese in termini di funzionamento del mercato del lavoro.
I processi di ristrutturazione del sistema produttivo che l’emergenza sanitaria ha innescato richiedono nuove politiche attive per il lavoro e la formazione, quali quelle previste dal PNRR. Ad esse deve essere affiancata l’introduzione di una rete universale di protezione dei lavoratori, che accompagni l’uscita dal regime emergenziale adottato per fronteggiare l’emergenza pandemica, nonché l’introduzione del salario minimo legale.
Secondo le raccomandazioni della Commissione, la riforma degli ammortizzatori sociali programmata dal Governo punta ad allargare la platea delle aziende e dei lavoratori ammessi ai trattamenti di cassa integrazione guadagni, in modo da costruire una rete di protezione maggiormente estesa, inclusiva e resistente alle crisi congiunturali.
Al rafforzamento del sistema di tutele del lavoro, concorrerà, per altro verso, l’introduzione del salario minimo legale per i lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva nazionale, a garanzia di una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e idonea ad assicurare un'esistenza libera e dignitosa.