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Imposte dirette 23 Aprile 2026

Le vite possibili e i galloni del commercialista

Il confronto tra chi ha scelto lavori diversi non produce una classifica. Produce qualcosa di più prezioso: la scoperta che certi legami resistono a tutto, e che i “gradi” che davvero contano non si vedono.

Due ragazzi in divisa, stesso punto di partenza. Poi il servizio finisce e le strade si dividono. Uno quella divisa non la toglie più - scala i gradi, diventa ufficiale, costruisce una carriera che il mondo sa leggere e rispettare. L'altro sceglie la libera professione, diventa commercialista - uno dei mestieri che i giovani, oggi, indicano tra i meno desiderabili: norme che cambiano continuamente, interpretazioni che si contraddicono, nessuna gerarchia che sorregge, nessun grado visibile che misura il cammino fatto.Dall'esterno qualcuno vuole stilare una classifica, un podio.Perché il primo istinto - confrontare - è già di per sé un errore. Non perché le differenze non esistano. Ma perché mettere su una stessa bilancia due vite che non hanno peso comune è un'operazione destinata a non dire niente di vero. Produce solo una sensazione vaga di inadeguatezza, e poi passa. Jung parlava di vita non vissuta come di una forza che non scompare, che si accumula nell'ombra e bussa, ogni tanto, nei momenti di stanchezza o di silenzio. Quella voce che bussa non ci sta dicendo che abbiamo sbagliato. Ci sta dicendo che la vita è più grande di noi, e che non basteremo mai a contenerla tutta. È il prezzo della libertà.E poi, dopo anni, dopo strade lunghe e faticose percorse ciascuno nel proprio mondo, ci si ritrova. Ci si accorge - con reciproca sorpresa - di essere ancora allineati. Non nelle scelte, quelle sono state diverse e resteranno diverse. Ma in qualcosa di più...

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