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Diritto 30 Settembre 2020

Legittime le indagini finanziarie estese al conto del familiare

È possibile l'estensione delle attività di accertamento ai rapporti bancari di pertinenza della moglie del contribuente controllato, qualora sia accertata la connessione e l’inerenza delle risultanze bancarie con il reddito di quest’ultimo.

La sussistenza di rapporti familiari particolarmente significativi, consente sempre di attribuire a un determinato contribuente le componenti reddituali di derivazione indiretta, costituite da una serie di versamenti, effettuati su conto corrente intestato a un proprio familiare, nonostante questi si possa considerare soggetto terzo rispetto al contribuente controllato: nel nostro caso, la validità di tale procedura è riconosciuta agli accertamenti esperiti nei confronti della moglie convivente del destinatario dell’accertamento. La conferma di un tale assunto esce rafforzata dall'ordinanza n. 19387 della V Sezione Civile della Cassazione, depositata lo scorso 17.09.2020. Il contribuente soggetto a ispezione eccepiva l'illegittimità dell’avviso di accertamento per il maggiore reddito quantificato in relazione alle risultanze bancarie del conto della moglie, ancorché questa non risultasse direttamente coinvolta nell’attività accertativa. Il contribuente non riteneva sufficiente l'attestazione del vincolo di solidarietà familiare al fine dell'imputazione (in termini di maggiori componenti reddituali non dichiarati) dei versamenti sul conto della moglie. Investiti della questione, i giudici di piazza Cavour hanno avallato l’operato dell’Amministrazione Finanziaria, confermando che, in materia di prerogative e poteri d’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, sono sempre da...

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