RICERCA ARTICOLI
Diritto 23 Marzo 2023

Legittimo interesse nel direct marketing

Il direct marketing viene definito come ogni tipo di comunicazione informativa o promozionale direttamente rivolta all’acquirente finale del bene o del servizio, per generare una risposta qualificabile, quantificabile e misurabile.

Sotto il profilo giuridico, per effettuare l’attività di marketing in modo lecito è necessario trattare i dati personali dei destinatari delle comunicazioni informative o promozionali in conformità alla normativa applicabile in materia di data protection (GDPR, Direttiva ePrivacy). Affinché ciò avvenga, il trattamento dei dati personali deve, innanzitutto, essere basato su un adeguato presupposto, la c.d. base giuridica. Nel caso del marketing, le basi giuridiche che legittimano il trattamento risiedono nel consenso preventivo dell’interessato o nel legittimo interesse del titolare del trattamento. Il titolare che intende trattare i dati personali per finalità di marketing, può eventualmente basare il trattamento sul legittimo interesse, a condizione che non trovino applicazione l'art. 130, cc. 1 e 2 del Codice Privacy (ossia situazioni in cui non è possibile prescindere dal consenso). Tuttavia, prima di ricorrere al legittimo interesse, è necessario che il titolare abbia svolto con esito positivo il c.d. legitimate interest assessment (“LIA”), ossia la valutazione svolta dal titolare, in ottica di bilanciamento, al fine di verificare che gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell’interessato non prevalgano sugli interessi del titolare. Sebbene non vi sia all’interno del GDPR un riferimento espresso alla “LIA”, è comunque utile...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.