Accertamento, riscossione e contenzioso
23 Ottobre 2026
Lettere di compliance, dai dati Iva al controllo dei ricavi dichiarati
Il confronto riguarda le operazioni del 2023 e i quadri RF, RG e LM del modello Redditi 2024. Prima del ravvedimento occorre riconciliare i dati secondo il regime fiscale applicato.
La regolare emissione della fattura o la trasmissione del corrispettivo non esauriscono le verifiche sulla corretta dichiarazione dei ricavi. Le lettere di compliance disciplinate dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 5.10.2026, n. 271072 riguardano proprio le operazioni certificate nel 2023 che potrebbero non avere concorso, integralmente o parzialmente, al reddito d’impresa indicato nei quadri RF, RG e LM del modello Redditi 2024. Il punto centrale è quindi la coerenza tra documentazione fiscale e dichiarazione reddituale, anche quando gli obblighi di certificazione risultano assolti. La disponibilità dei flussi elettronici consente all’Amministrazione di seguire l’operazione oltre il suo trattamento ai fini Iva.Questa verifica va distinta dal confronto tra pagamenti elettronici e operazioni certificate. In quel caso, gli incassi tramite Pos vengono rapportati a fatture elettroniche e corrispettivi telematici per individuare possibili vendite non documentate. La campagna sui redditi 2023 parte invece da operazioni già conosciute dal Fisco e ne verifica il trattamento dichiarativo. I 2 percorsi possono intrecciarsi, ma affrontano anomalie diverse: da un lato la possibile mancata certificazione, dall’altro l’eventuale omissione di componenti reddituali. Ne consegue che una regolarizzazione limitata all’Iva può essere insufficiente quando l’errore ha inciso anche sulle imposte...