RICERCA ARTICOLI
Lavoro 31 Dicembre 2018

Licenziamento disciplinare, termini per la giustificazione


La Cassazione, con sentenza 17.12.2018, n. 32607, si è occupata della procedura disciplinare di cui all'art. 7 L. 300/1970 e in particolare ha analizzato i termini a disposizione del lavoratore per comunicare al datore di lavoro le proprie giustificazioni alla lettera di contestazione. Come noto, la procedura prevista dall'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori impone al datore di lavoro, prima di comminare una sanzione, di contestare al dipendente in modo chiaro e tempestivo il fatto di rilievo disciplinare posto in essere dal lavoratore, per poi attendere nei 5 giorni successivi le giustificazioni del lavoratore, prima di dare corso alla comunicazione della sanzione. Il tema affrontato dai giudici di legittimità riguarda proprio i termini per comunicare le giustificazioni del lavoratore. Sul punto la Cassazione ha precisato che, all'interno della procedura disciplinare, non devono essere ritenute tardive le giustificazioni ricevute dal datore di lavoro oltre il termine di 5 giorni, se il lavoratore le ha spedite per raccomandata entro tale termine. La conclusione alla quale arriva la Corte è che il provvedimento espulsivo posto in essere come elemento sanzionatorio è da ritenere illegittimo, in quanto formato sull'inesistenza di giustificazioni del lavoratore. Al centro della questione c'è senza dubbio la ratio della procedura disciplinare, la quale si fonda sull'esigenza di garantire al lavoratore non solo il diritto...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.