Diritto del lavoro e legislazione sociale 02 Gennaio 2026

Licenziamento illegittimo: il risarcimento nella piccola impresa

Al di là delle casistiche estreme, per le quali è prevista una vera e propria nullità dell’atto, anche un’imprevista situazione di illegittimità del licenziamento, nel migliore dei casi, porta ad affrontare il pagamento della relativa indennità risarcitoria.

È ben noto come il nostro ordinamento lavoristico, sul tema del licenziamento illegittimo, sia molto complesso, aggiungendosi a ciò tutta la produzione giurisprudenziale, di merito e legittimità, elemento non certo secondario in tali situazioni. Nelle presenti note, non potendo certo analizzare la generalità delle casistiche, vorrei osservare più da vicino la condizione di quelle che sono definite piccole imprese, perché fuori dal raggio applicativo dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.In relazione al licenziamento illegittimo, e relativa indennità risarcitoria, la sistemazione giuridica prevede 2 distinte situazioni, tenuto conto della cesura operata nel 2015 (D.Lgs. 23/2015) dal legislatore del Jobs act. In sintesi, fatte salve ipotesi residuali, si ha: un’indennità da 2,5 a 6 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, per i lavoratori assunti fino al 6.03.2015; da 3 a 6 mensilità della retribuzione di riferimento per il calcolo del Tfr, per i lavoratori assunti dal 7.03.2015. Una situazione che in termini operativi forniva in qualche modo (giusto adesso esprimersi al passato) alcune certezze ai datori di lavoro circa il rischio economico a fronte di un licenziamento; una forbice ristretta e di bassa intensità valoriale, tanto da restringere l’aspetto aleatorio, giustificata da una prevista organizzazione aziendale modesta.Una sistemazione, tuttavia, che non era piaciuta, già dal 2023, alla Corte Costituzionale (sent. 183/2023), la quale...

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