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Lavoro 28 Aprile 2023

Licenziamento legittimo per cartellino timbrato da un collega

La Cassazione, con sentenza 18.04.2023, n. 10239, ha ritenuto legittimo il licenziamento intimato a un lavoratore che, al fine di nascondere il ritardo in azienda, si fa timbrare il cartellino da un altro dipendente.

La Corte di Cassazione è stata chiamata a esprimersi circa la legittimità di un licenziamento irrogato da un’azienda nei confronti di un proprio dipendente che, al fine di celare un proprio ritardo, si era fatto timbrare il cartellino da un collega. Il licenziamento è stato impugnato per giusta causa deducendone l’illegittimità e chiedendo, in via principale, di essere reintegrato nel posto di lavoro e, in via subordinata, la condanna della società datrice al risarcimento del danno. Il Tribunale di Taranto ha confermato la legittimità del licenziamento, mentre la Corte di Appello di Lecce, investita del reclamo da parte del lavoratore, lo ha rigettato confermando l’accertata legittimità del recesso. Il giudice ha osservato che, “pur non essendo possibile accertare in che misura l’utilizzo improprio del badge avesse permesso al lavoratore di attestare falsamente la sua presenza in azienda, tuttavia la contestazione di addebito non aveva tanto a oggetto l’assenza ingiustificata quanto piuttosto l’uso distorto del rilevatore delle presenze e del badge personale che in base anche ad un ordine di servizio doveva necessariamente essere eseguita personalmente dai lavoratori all’interno dell’azienda e non da parte di terzi compiacenti come puntualmente contestato al lavoratore restando così irrilevante la durata dell’assenza dal posto di lavoro”. Ad avviso...

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