RICERCA ARTICOLI
Lavoro 05 Novembre 2021

Licenziamento per giusta causa se viene meno il vincolo fiduciario

Violare gli obblighi di fedeltà e diligenza lede il rapporto che lega il dipendente al proprio datore di lavoro e questo rende legittimo il provvedimento: così ha ribadito la Corte di Cassazione.

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5.08.2021, n. 22370, ha dichiarato legittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa intimato a una dipendente per aver proceduto all'infedele compilazione dei report relativi alla propria attività lavorativa per 7 giornate e per aver svolto, nelle medesime giornate, attività private estranee alle proprie mansioni. La promoter in questione, su 40 visite a clienti dichiarate, non ne aveva effettuate 24 e in luogo delle visite, aveva svolto altre attività di natura personale; la Corte d'Appello aveva ritenuto sussistente la giusta causa in quanto “l'infedele rappresentazione di attività esterne alla sede aziendale, in realtà non svoltesi” aveva “l'intento di precostituirsi l'apparenza di un adempimento di fatto inesistente, al fine di eludere il controllo datoriale sulla regolarità dell'adempimento medesimo, così da integrare la violazione degli obblighi di fedeltà e diligenza idonea a ledere il vincolo fiduciario”. I giudici di Cassazione, richiamando la sentenza d'appello, confermano come plausibile “la lettura della condotta della ricorrente come preordinata a rappresentare un adempimento in realtà inesistente, volta, pertanto, dolosamente ad eludere il controllo datoriale e così connotata da quella gravità tale da pregiudicare l'affidabilità del datore sull'esatto adempimento...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.