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Lavoro 02 Aprile 2020

L’importanza dei vari contributi ai tempi del Coronavirus

Riscatto laurea, servizio militare, forme volontarie, ecc. alla luce dell'emergenza.

Molti in questi giorni si stanno chiedendo, anche in seguito agli effetti del coronavirus, se possono andare in pensione e se esistono vie da percorrere per avvicinare, appunto, il traguardo pensionistico. Spesso, non si è a conoscenza di strumenti e soluzioni; si possono seguire vie (spesso gratuite, ma anche onerose) per raggiungere la pensione.
Autorizzazione ai contributi volontari - Una via, onerosa potrebbe essere quella dei versamenti volontari. Infatti, se un soggetto ha una determinata anzianità contributiva che non gli permette di andare in pensione, la può raggiungere attraverso i versamenti volontari. Si ricorda che, per essere autorizzati alla contribuzione volontaria sono necessari, in via generale, 2 requisiti, alternativi tra loro: 5 anni di contributi, versati in tutta la vita lavorativa; oppure, 3 anni di contributi versati nel quinquennio antecedente la data di richiesta dei versamenti volontari.
Riscatto laurea - Altra via, sempre onerosa, è quella del riscatto degli anni universitari. Si ricorda che non è necessario riscattare tutti gli anni del corso di studio, ma è possibile riscattare solo quelli che interessano. Per esempio, se un soggetto ha 18 anni di contributi e deve raggiungere 20 anni di contributi necessari per la pensione di vecchiaia, potrà pagare soltanto 2 anni, in modo da perfezionare i requisiti pensionistici per la pensione di vecchiaia.
Servizio militare - Ancora oggi, molti non sanno che se hanno espletato il servizio militare hanno diritto all’accredito figurativo, gratuito, del periodo prestato al servizio dello Stato. In questi casi, bisogna munirsi del PIN che rilascia l’Inps, entrare nel sito e chiedere l’accredito figurativo del relativo periodo. In questo modo, si guadagna la contribuzione del periodo, generalmente un anno; si fa presente che il militare non viene accreditato d’ufficio, ma serve la richiesta.
Contributi versati in diverse gestioni pensionistiche - Può anche accadere, e ormai non è una situazione rara, che i soggetti abbiano versato contributi a gestioni previdenziali diverse e che i contributi versati in ogni singola gestione non siano in grado di far raggiungere una determinata pensione in quella gestione. Il c. 195 dell’art. 1 della L. 232/2016 modifica i requisiti per l’accesso al cosiddetto cumulo dei periodi assicurativi ai fini pensionistici. In dettaglio, la possibilità di fruire dell’istituto del cumulo viene estesa ai periodi contributivi maturati presso gli enti di previdenza privatizzati e presso le casse previdenziali dei soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione. Questa possibilità è gratuita e può riguardare, naturalmente, il cumulo di periodi non coincidenti.
Altro strumento, sempre gratuito, per riunire i contributi, è dato dalla totalizzazione: è possibile cumulare i periodi contributivi versati nelle varie gestioni previdenziali, esercitando la totalizzazione anche nell’ipotesi in cui l’interessato abbia maturato il diritto ad un trattamento pensionistico. Con la L. 214/2011, è stato stabilito che si può accedere alla totalizzazione anche con il possesso di un solo contributo in una determinata gestione.
Altro strumento per riunire la contribuzione versata in diverse gestioni è dato dalla ricongiunzione. La ricongiunzione dal Fondo Pensioni dei Lavoratori Dipendenti è disciplinata da: L. 29/1979, art. 2 verso le forme di previdenza sostitutive, esonerative ed esclusive dell’AGO a titolo oneroso; L. 45/1990, art. 1, c. 2 verso le Casse Professionali a titolo oneroso.
Sicuramente, sono ipotesi che costringono a verificare quale sia la giusta via da seguire e molti cittadini ne avrebbero fatto a meno.