Il commento e la critica delle più importanti notizie del momento

 
LAVORO 12/09/2019

L'infortunio del lavoratore nel subappalto

Nell'esecuzione di attività in cantieri mobili e temporanei si riscontra spesso l'interazione di una pluralità di soggetti che operano in base a rapporti fortemente interconnessi non esenti da criticità. Se l'impresa esecutrice risulta individualmente responsabile nell'applicare la disciplina in materia di sicurezza attraverso le figure chiave di datore di lavoro, dirigente e preposto, l'impresa affidataria, titolare del contratto d'appalto col committente per l'esecuzione del quale può avvalersi di imprese subappaltatrici o lavoratori autonomi, assume un ruolo cruciale nel selezionare i partner o nel coordinare gli interventi.
L'art. 97 D.Lgs. 81/2008, in particolare, attribuisce al datore di lavoro dell'impresa affidataria l'onere di verificare le condizioni di sicurezza nei lavori assegnati e l'attuazione delle prescrizioni del piano di sicurezza e di coordinamento, oltre agli obblighi generali connessi all'esecuzione di lavori in appalto. Rispetto alle altre organizzazioni coinvolte si delinea a carico delle figure apicali dell'affidatario una responsabilità specifica per reati omissivi o infortuni all'interno del sito con lesioni ai dipendenti delle imprese esecutrici.
La sentenza della Cassazione Penale, Sez. III, 11.07.2019, n. 30539, in continuità con altre pronunce sul tema, si è espressa sui doveri delle diverse figure imponendo all'impresa affidataria di esercitare gli obblighi di verifica e controllo sugli interventi realizzati dai subappaltatori. Il caso riguarda, in particolare, l'incidente mortale dell'operaio di un'impresa esecutrice che, durante lavori di ristrutturazione in quota funzionali all'abbattimento di barriere architettoniche di un istituto scolastico, è precipitato al suolo da altezza rilevante per l'omessa adozione di dispositivi di protezione anticaduta.
I tecnici dell'Asl, durante il sopralluogo, hanno rilevato violazioni alle prescrizioni di sicurezza, contestando l'impiego di ganci artigianali non rispondenti ai requisiti vigenti e soprattutto l'assenza di parapetti che, se installati, avrebbero neutralizzato l'evento.
Nonostante il subappaltatore avesse realizzato in modo diretto le strutture del cantiere, all'impresa affidataria committente dei lavori è stata addebitata l'omessa vigilanza sulle operazioni da esso eseguite.
L'imputato risponde quindi se si sottrae all'impegno di verificare l'implementazione di misure generali di tutela sui luoghi di lavoro, la cui mancanza o inadeguatezza risultino immediatamente percepibili senza particolari indagini o approfondimenti. Il committente è viceversa esonerato dagli obblighi in materia antinfortunistica quando si rendano necessarie precauzioni che richiedono particolare competenza o specializzazione, per procedure da adottare in lavorazioni specifiche o nell'impiego di tecniche o macchine speciali. Nella circostanza l'assenza di strutture basilari fondamentali per prevenire la caduta nel vuoto era riscontrabile in modo immediato con la semplice valutazione visiva: ne risulta una colpevole inerzia del committente nell'esercitare il proprio ruolo di vigilanza, non potendo una carenza tanto macroscopica ed evidente passare inosservata.
Il ricorso, motivato con l'attribuzione di un'ingiustificata posizione di garanzia visto che i lavori erano stati affidati in subappalto ad altra organizzazione che aveva operato in autonomia, è stato respinto condannando l'imputato a pagare le spese processuali.