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Diritto del lavoro e legislazione sociale 07 Luglio 2026

Lo straordinario richiede prova rigorosa e non generica

Interessante pronuncia della Cassazione che fornisce chiara lettura in merito alla prova di lavoro straordinario, seppur consacrato in provvedimento di diffida accertativa degli ispettori del lavoro.

La Corte di Cassazione, Sezione Civile, con ordinanza 18.06.2026, n. 20700, entra nel merito di una pretesa di pagamento di compenso per prestazioni straordinarie, la cui quantificazione era stata formalizzata in un provvedimento tipico degli ispettori del lavoro, la diffida accertativa per crediti da lavoro.La peculiarità del provvedimento di diffida accertativa è che consente di rendere immediatamente esecutive le pretese di somme connotate da certezza, liquidità ed esigibilità. La verifica di tali connotati è in capo all’ispettore che procede con l’emissione del provvedimento a favore del lavoratore creditore.La Corte territoriale aveva accolto l'opposizione a precetto e dichiarato che la datrice di lavoro nulla doveva al lavoratore in forza del verbale di diffida, definito atto di natura amministrativa (idoneo ad acquisire titolo esecutivo, ma che certo non determina la definitività dell'accertamento), e ha condannato il lavoratore a restituire quanto percepito dalla datrice di lavoro poiché non erano stati provati i fatti costitutivi del diritto.Serve quindi pensare alle conseguenze della emissione di un atto di diffida accertativa che non abbia i connotati propri che la contraddistinguono, poiché può determinare aspettative che per quanto legittime possono essere sconfessate in giudizio e portare il lavoratore non solo a dover restituire le somme in prima battuta ottenute, ma anche al pagamento delle spese legali.Nel caso di specie, le somme erano...

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