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Lavoro 03 Maggio 2023

Lo stress lavoro-correlato

Il datore, quale soggetto responsabile della tutela e della salute e della sicurezza dei propri dipendenti ex art. 2087 c.c., potrebbe essere chiamata a rispondere delle pretese risarcitorie dei lavoratori esposti.

Da ormai diversi anni si registra una crescente attenzione al tema dello stress lavorativo, il quale costituisce un fattore con cui tutti gli operatori del settore devono necessariamente confrontarsi, sotto almeno 2 differenti punti di vista. In primis, infatti, lo stress lavoro-correlato può avere effetti pregiudizievoli sul piano psicofisico per il lavoratore che ne rimane esposto. In quest’ottica, lo stress lavorativo ha riflessi negativi sia per il lavoratore, nella misura in cui produce una menomazione della relativa integrità psicofisica con esiti spesso nemmeno meramente temporanei, che per l’impresa che, quale soggetto responsabile della tutela e della salute e della sicurezza dei propri dipendenti ex art. 2087 c.c., potrebbe essere chiamata a rispondere delle pretese risarcitorie dei lavoratori esposti. In 2° luogo - e si tratta forse dell’aspetto meno considerato e, per certi aspetti, più cinico - lo stress lavoro-correlato al quale sono esposti i dipendenti non può non avere una concreta incidenza sulla produttività dell’impresa. Anche laddove non sfoci in derive patologiche (foriere, come accennato, di danni e conseguenti risarcimenti), infatti, la pressione avvertita dal lavoratore è comunque certamente idonea ad interferire sulla sua produttività ed efficienza. I fattori che sono in grado di generare lo stress lavorativo sono molteplici e possono essere ricondotti a 4...

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