Immobiliare 24 Dicembre 2025

Locazioni brevi al test di convenienza

La Manovra di Bilancio 2026 mette mano agli affitti brevi.

Le locazioni brevi non trovano proprio pace. Dopo l’intervento dello scorso anno, con il quale è stato posto un limite alla cedolare secca al 21%, il Governo sembra voler porre ulteriori strette a questa tipologia di contratti. Dopo una prima avvisaglia da cui si percepiva la volontà di cancellare l’aliquota del 21% a favore di quella del 26%, l’allarme sembra rientrato, ma spuntano nuove magagne. La bozza di manovra di Bilancio 2026, nella sua versione più recente, riduce da 4 a 2 il numero degli immobili posseduti superato il quale vi è la presunzione dell’esercizio dell’attività in forma di impresa. Secondo il regime attualmente vigente, le locazioni brevi possono essere gestite al di fuori del regime imprenditoriale in caso di possesso fino a 4 immobili. Dal 5° immobile serve la partita Iva. Dal prossimo 1.01.2026, se verrà confermato l’attuale assetto della Manovra di Bilancio, la presunzione dell’esercizio “professionale” scatterà dal 3° immobile. Ricapitolando, la cedolare secca al 21% si applicherà al 1° immobile, mentre sul 2° immobile sarà applicata l’aliquota del 26%. Nel caso di possesso di 3 o più immobili, destinati tutti a locazione turistica, non si potrà più accedere al regime fiscale di favore, ma sarà necessaria una gestione in forma di impresa. Sotto questo profilo, i contribuenti potenzialmente interessati dalla modifica potrebbero essere numerosi. Il primo impatto sarà quello di organizzarsi, attivandosi per...

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