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Lavoro 14 Marzo 2022

Lotta al lavoro sommerso, priorità europea

Il 3.03.2022 si è insediato il Tavolo Tecnico per l'elaborazione del Piano nazionale di contrasto al lavoro sommerso a seguito della firma da parte del Ministro del Lavoro del D.M. 24.02.2022, n. 32.

Entro il 15.10.2022 il Tavolo Tecnico avrà il compito di predisporre il Piano nazionale di lotta al lavoro sommerso. Detto piano rientra tra gli interventi strategici previsti dal PNRR e di competenza del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Il Piano nazionale dovrà essere realizzato e portato ad attuazione entro il 31.12.2022.

Il Ministro, con il D.M. 32/2022, affida al Tavolo tecnico il compito di garantire la corretta e puntuale elaborazione del Piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso, provvedendo anche a elaborare una confacente strategia d’indirizzo dell'attività ispettiva. In particolare, saranno messe in campo nuove concrete modalità di denuncia da parte dei lavoratori costretti a lavorare in condizioni di lavoro irregolare.
Un ruolo fondamentale verrà riservato al dialogo e alla collaborazione con le parti sociali, elemento imprescindibile per poter raggiungere gli obiettivi che la Commissione Europea individua con riferimento alla lotta al lavoro sommerso. La Commissione Europea ha, infatti, puntato i fari sul contrasto al lavoro sommerso, considerandolo una priorità. Le varie tipologie di sfruttamento, molto diffuse, nell’immediato mettono a rischio la salute e sicurezza dei lavoratori e nel futuro li costringeranno ad una condizione di povertà in termini previdenziali.

Il compito del Tavolo Tecnico non sarà semplice, il fenomeno del lavoro sommerso è, infatti, molto articolato e complesso: lavoratori in condizione di clandestinità, caporalato, mancata dichiarazione delle effettive ore di lavoro, lavoro autonomo non genuino e perfino lavoratori costretti a restituire parte del compenso direttamente al datore di lavoro o ad “intermediari". Le varie fattispecie spesso si intrecciano, si sovrappongono e si manifestano con caratteristiche differenti nei diversi settori merceologici e nei diversi territori. Tutte queste violazioni determinano gravi rischi per la sicurezza, un danno enorme per le casse dello Stato e un inquinamento del mercato attraverso il dumping sociale che indebolisce l’intero sistema economico/produttivo.

In particolare, il piano nazionale dovrà:
  • indicare le misure più idonee per un efficace contrasto al lavoro sommerso;
  • delineare un’opportuna strategia d’indirizzo dell’attività ispettiva predisponendo anche piani annuali di ispezione articolati per tipologie di sommerso, settori produttivi e territori;
  • effettuare una ricognizione delle analisi e dei dati più recenti riguardanti il fenomeno del lavoro sommerso;
  • individuare i criteri per il monitoraggio del raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi relativi al Piano secondo la tempistica prevista;
  • studiare forme di denuncia da parte dei lavoratori costretti a lavorare in condizioni di lavoro irregolare;
  • favorire il dialogo e la collaborazione con le parti sociali.
Lo strumento è stato predisposto, il successo dipenderà dalla volontà politica e dalla messa a disposizione di adeguate risorse umane ed economiche.