Come noto, la legge di Bilancio 2023 (L. 29.12.2022, n. 197) ha modificato in senso restrittivo il reddito di cittadinanza, stabilendo che nel corso di quest’anno alcune fasce di beneficiari potranno ricevere un massimo di 7 mensilità rispetto alle 12 previste, in attesa di una riforma complessiva dell’istituto fissata per il 2024. Con un risparmio economico atteso in 950 milioni di euro, la novità interesserà le persone con una maggiore probabilità di trovare un impiego, i cosiddetti occupabili, che saranno supportati da appositi percorsi di formazione e inserimento lavorativo.
La logica dell’intervento è apparentemente semplice e lineare: si fa venir meno il sostegno a quei soggetti per i quali si ritiene realisticamente possibile il reperimento di una nuova occupazione nel giro di pochi mesi. In realtà, tracciare i confini dell’occupabilità è un compito tutt’altro che agevole, essendo numerose le applicazioni del concetto e le variabili di contesto. L’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro la definisce come la probabilità che un individuo in cerca di lavoro, possa trovarlo in un arco di tempo piuttosto breve.
La legge sul reddito di cittadinanza considera, invece, occupabile chi ha perso il lavoro da non più di 2 anni.
Nei centri per l’impiego il grado di occupabilità viene determinato attraverso la profilazione dell’utente che...