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Diritto 31 Agosto 2023

Ma è giusto abolire l’abuso d’ufficio?

Al Parlamento toccherà decidere su uno dei punti più controversi della riforma Nordio.

Tra le misure contenute nel disegno di legge che intende riformare il sistema penale, spicca sicuramente la proposta di abrogazione del reato di abuso d’ufficio ex art. 323 c.p.c.. Sul punto si è acceso un duro scontro tra governo e magistratura con inevitabili riflessi nel dibattito politico e parlamentare. Esaminiamone i motivi. Il reato in questione, nella sua formulazione attuale, punisce il Pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle proprie funzioni, procura intenzionalmente a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, oppure arreca ad altri un danno ingiusto. Originariamente la condotta abusiva era genericamente intesa come il compimento di un atto o di un fatto materiale contrario ai doveri d’ufficio ed espressione di un cattivo uso delle pubbliche funzioni. Con il tempo il legislatore ha cercato sempre più di circostanziare e definire i contorni di tale fattispecie criminosa, disponendo che il comportamento delittuoso debba porsi in contrasto con precise norme di legge ovvero debba identificarsi nell’omessa astensione in situazioni di conflitto di interessi. Malgrado gli sforzi compiuti con gli interventi normativi del 1990, 1997 e 2020, il reato è rimasto di scarsissima applicazione e di difficilissima configurazione, tanto è vero nella stragrande maggioranza dei casi (addirittura oltre il 90%) termina con un’archiviazione o l’assoluzione...

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