RICERCA ARTICOLI
Amministrazione del personale 07 Febbraio 2026

Malattia e controlli: investigatori privati e limiti secondo Asti

Il datore può incaricare una società di investigazioni per verificare l’attendibilità della certificazione medica e la durata dello stato di malattia o infortunio indicata nei certificati, tramite riscontri su fatti esterni alla visita sanitaria.

La causa trattata dal Tribunale di Asti, Sez. Lav, nella sentenza 23.12.2025, n. 525, prende avvio da un licenziamento disciplinare per giusta causa, comunicato il 1.07.2024 e impugnato via PEC il 17.07.2024. L’azienda collegava il recesso a un infortunio al dito indice della mano destra e a una prognosi ritenuta ampia, sostenendo simulazione dei sintomi oppure condotte capaci di rallentare la guarigione, con rottura del vincolo fiduciario. Nel definire i confini del controllo, il Tribunale richiama l’orientamento di legittimità: l’indagine privata mantiene cittadinanza quando ha per oggetto comportamenti illeciti estranei alla mera esecuzione della prestazione e quando resta fuori dalla vigilanza diretta sull’attività lavorativa, che lo Statuto dei lavoratori affida a forme tipizzate. In questa cornice si colloca anche il tema degli accertamenti sullo stato di malattia: il divieto di verifiche sanitarie datoriali resta fermo, mentre la verifica di circostanze fattuali osservabili resta ammissibile, con finalità difensiva e con perimetro coerente con i controlli pubblici.Riservatezza e luoghi osservati - Le verifiche si sono concentrate tra il 4.06 e il 12.06.2024: pulizia della terrazza, guida con cambio manuale, commissioni, soste in esercizi commerciali, uso del cellulare, movimentazione di buste e documenti, con un passaggio in palestra e brevi esercizi con pesi. Sul piano della riservatezza, il Tribunale valorizza le modalità di ripresa: presso...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.