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Lavoro
19 Febbraio 2021
Manager e dintorni, l'imputazione dei compensi reversibili
La Cassazione torna sul tema degli emolumenti corrisposti agli amministratori, confermando l'applicabilità del criterio di competenza per la società erogante.
Con sentenza 29.01.2021, n. 2067, la V Sezione Civile della Cassazione ribadisce una posizione già nota sui corretti criteri di imponibilità correlati all'erogazione dei cc.dd. compensi reversibili. Si dirime quindi il dubbio riguardo alla corretta individuazione del criterio di deducibilità applicabile dall’impresa erogante, evidenziando che le spese correlate compensi corrisposti non direttamente agli amministratori, ma alle società di cui essi siano dipendenti, sono imputabili secondo il criterio di competenza ai sensi dell’art. 109 Tuir. Nelle dinamiche interne ai gruppi societari, si verifica spesso che una società del gruppo possa affidare incarichi amministrativi a soggetti di alto profilo (di norma dirigenti) legati a un rapporto di dipendenza con altra società, sempre del medesimo gruppo.
In tale ipotesi, la società che si avvale di tale attività di amministrazione, provvede a erogare il compenso, pagando direttamente la società di cui il soggetto a cui è affidata l’amministrazione risulta dipendente: l'emolumento costituisce quindi un introito diretto della società che incassa e, ai fini reddituali, concorre alla formazione del reddito della società stessa nel periodo di competenza. In maniera direttamente speculare alla tassazione del reddito d’impresa, si evidenzia che per ciò che riguarda il costo sopportato dalla società erogante,...