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Diritto 10 Maggio 2023

Manifestazione dell’intento evasivo nelle omissioni dichiarative

Il dolo di evasione rappresenta sempre un fattore fondamentale per addebitare al contribuente il reato di frode, compresa l’ipotesi dell’omissione dichiarativa.

L’omissione degli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva costituisce ipotesi penalmente rilevante qualora si accerti una debenza ed evasione di imposte per un importo superiore a 50.000 euro per ciascuna delle imposte considerate. Ai fini penali, non sussiste ipotesi di omissione dichiarativa nei casi seguenti: presentazione della dichiarazione entro 90 giorni dalla scadenza del termine; dichiarazione non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto. La consumazione del reato si perfeziona pertanto con il decorso di 90 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione. Da un punto di vista processuale, la corretta individuazione dell’elemento soggettivo del reato stante nel dolo, ossia nel fattore volitivo che costituisce la spinta che conduce il reo alla commissione dell’illecito, rappresenta uno degli aspetti maggiormente complessi tramite cui è possibile addivenire a una condanna del contribuente incriminato per frode fiscale. La ricerca e la verifica dell’aspetto “intenzionale” si complica ancor più, qualora ci si ritrovi al cospetto di ipotesi di reato che, per la compiuta integrazione della fattispecie tipica, esigono il superamento di determinate soglie, oltre le quali è possibile discorrere di violazione penale e non soltanto di illecito amministrativo: tipico è in caso appena prospettato...

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