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Diritto
11 Agosto 2020
Mediazione obbligatoria per l’inadempimento causa Covid
L’emergenza sanitaria ha comportato, tra l’altro, notevoli difficoltà nell’esecuzione dei contratti in corso e non; pertanto, sono aumentate le cause per l’accertamento dell’inadempimento contrattuale
Il lockdown ha impedito, in taluni casi reso più difficoltoso o non più conveniente, la corretta esecuzione delle obbligazioni contrattuali, ovvero l’impossibilità concreta di provvedere con l’adempimento delle obbligazioni medesime. Orbene, se nella maggioranza dei casi le parti sono riuscite a trovare un accordo, addivenendo ad una composizione bonaria della vicenda grazie alla quale i rapporti contrattuali sono stati definiti senza la necessità di ricorrere dinanzi al Giudice, in tal altri casi il buon senso, ovvero la mancanza di interesse sostanziale da parte di uno o di entrambi i contraenti, hanno fatto si che la lite diventasse giudiziale e si palesasse nelle aule di Tribunale. In tale ipotesi, infatti, la parte adempiente può citare in giudizio quella inadempiente, affinché il giudice possa accertare l’inadempimento e, conseguentemente, dichiarare la risoluzione del contratto con contestuale (eventuale) condanna al risarcimento del danno conseguente a detto inadempimento. In tale contesto, sono stati molteplici gli interventi del Governo per individuare, ove possibile, una soluzione alle variegate criticità discendenti dall’emergenza sanitaria in corso, i quali hanno spaziato tra diversi settori. Per quanto qui ci è di interesse, si rileva che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge 25.06.2020, n. 70 di conversione con modifiche del D.L. 30.04.2020, n. 28 recante...