Meritevolezza come filtro operativo: cosa guarda davvero l’OCC
La meritevolezza non è un giudizio morale, ma un controllo tecnico: l’OCC valuta genesi del debito, trasparenza, coerenza dei comportamenti e assenza di condotte ostative.
La meritevolezza è la verifica preliminare prevista dall’art. 69 del Codice della crisi. L’OCC deve accertare se il sovraindebitamento sia stato determinato da colpa grave, malafede o frode. La valutazione si basa su elementi oggettivi ricavabili da documenti, cronologie e atti patrimoniali. La giurisprudenza recente conferma che il parametro coincide con l’assenza di condotte ostative e con la possibilità di ricostruire integralmente la situazione economica del debitore.La ricostruzione della genesi del debito è il primo passaggio. Vengono esaminati la sequenza temporale dei finanziamenti, la frequenza delle erogazioni, il rapporto tra reddito e impegni assunti e l’eventuale presenza di un evento esterno che abbia inciso sulla capacità di rimborso. Le decisioni di merito considerano ostativo l’indebitamento seriale o sproporzionato rispetto al reddito, soprattutto quando non risulta collegato a un fatto oggettivo. L’assenza di un evento esterno e la progressione dei debiti in tempi ravvicinati sono elementi che l’OCC segnala come indicatori di colpa grave.La completezza documentale costituisce un secondo blocco di verifica. La Cassazione ha stabilito che l’omissione di beni o rapporti, anche di valore minimo, incide sull’ammissibilità perché impedisce la ricostruzione del patrimonio (Cass. n. 13617/2023). L’OCC controlla la presenza di estratti conto completi, l’indicazione di tutti i rapporti bancari, l’elenco dei debiti e la documentazione...