Economia 30 Gennaio 2023

Mito, illuminismo e coerenza imprenditoriale

Gli obiettivi sono cambiati nel corso della storia e oggi rappresenta una priorità l’impegno di preservare il mondo dall’autodistruzione, piuttosto che stravolgerlo nella ricerca di un cambiamento.

Uno dei cardini del pensiero illuminista sta nella tendenza dell’uomo verso l’esercizio di un dominio “consapevole” della natura, orientato alla soddisfazione dei propri bisogni. Qualunque eventuale credenza fondata sulla tradizione è letta come mera superstizione e, in quanto tale, assolutamente inefficace. L’essere umano e la natura, dunque, sono concepiti nella loro separazione, e la pericolosità di quest’ultima lo prova. Quello che è in grado di preservare la natura umana è la ragione, strumento di difesa tutt’altro che illusorio e motore dello sviluppo imprenditoriale. Questa facoltà, già presente agli albori della società occidentale, si è ulteriormente rafforzata a partire dalla genesi della concezione moderna della scienza e della tecnica. Il filosofo inglese Francis Bacon ha concepito la scienza come diretta alla realizzazione di un controllo dell’uomo sulla natura. Tale formula, ampiamente sposata e condivisa dalla storia, se da un lato si presta certamente al suo obiettivo principe (far sparire nell’uomo la paura del mito), dall’altro apre le porte ad una progressiva tecnicizzazione della società, totalizzante dal punto di vista economico e sociale, che potrebbe però tramutarsi facilmente in meccanizzazione, finendo cioè col prescindere dall’immaginazione e dal sentimento (anch’essi basi del mito) e privando con...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.