Diritto del lavoro e legislazione sociale
24 Settembre 2026
Molestie e sviamento funzionale del potere: è giusta causa
Il Tribunale di Firenze (sentenza del 29.07.2026) qualifica l’abuso del potere gerarchico, usato per fini personali e ritorsivi, come giusta causa autonoma; basta provarlo per assorbire gli altri addebiti.
Baricentro della decisione - La vicenda riguarda il licenziamento in tronco di un quadro aziendale cui erano stati contestati approcci personali non graditi verso una dipendente subordinata e, dopo il rifiuto di quest’ultima, comportamenti professionali penalizzanti e vessatori.L’interesse della pronuncia risiede nella scelta del giudice di non fondare la legittimità del recesso sull’accertamento della molestia sessuale in senso tipico, ma sullo sviamento funzionale del ruolo direttivo.Il Tribunale osserva infatti che il lavoratore aveva dapprima favorito il passaggio della dipendente a un’area da lui diretta, collocandola in una posizione di significativa dipendenza formativa e operativa, per poi utilizzare tale prossimità al fine di instaurare un rapporto personale eccedente l’ambito lavorativo. Dopo il rifiuto, il supporto professionale veniva meno e il potere organizzativo si trasformava in strumento di pressione e destabilizzazione.Abuso del ruolo come autonoma giusta causa - È questo il punto qualificante della decisione. Il giudice non valorizza soltanto l’inopportunità delle avances, ma soprattutto il fatto che il superiore abbia piegato prerogative attribuite nell’interesse dell’impresa a finalità del tutto personali.La sovraordinazione gerarchica non opera quindi come semplice aggravante ma diventa l’elemento strutturale della fattispecie disciplinare.In tale prospettiva, la lesione del vincolo fiduciario deriva dall’uso distorto del potere...