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Lavoro 31 Ottobre 2022

Nei contratti di appalto l’ombra del solve et repete

Esclusione dall’appalto con le gravi violazioni fiscali non definitivamente accertate e possibile soluzione di versare quanto dovuto e attivarsi per l’annullamento.

Si tratta di una situazione davvero paradossale frutto delle nuove regole in tema di appalti fissate dal D.M. Economia-Infrastrutture 28.09.2022. All’art. 1 del suddetto decreto, emanato in attuazione del Codice dei contratti pubblici, si legge infatti che sarà possibile escludere dalla partecipazione a una procedura d'appalto gli operatori economici che “hanno commesso gravi violazioni non definitivamente accertate in materia fiscale”. Si notino le contraddizioni contenute in tale precetto normativo. Come si può definire come “commessa” una grave violazione fiscale che, al tempo stesso, risulta “non definitivamente accertata”. Nella pratica quotidiana sappiamo infatti che molto spesso le richieste formulate dagli uffici sono oggetto di successive rettifiche o addirittura di annullamento perché errate o non motivate. Stando agli ultimi dati disponibili e limitando l’analisi all’autotutela, ogni anno, il numero degli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate che vengono poi annullati è pari al 15% circa del totale. Per violazioni l’art. 2 del decreto considera la notifica di atti impositivi, conseguenti alle attività di controllo e di liquidazione degli uffici e di cartelle di pagamento, aventi ad oggetto pretese tributarie emesse a seguito del controllo automatizzato o formale della dichiarazione dei redditi o dell’Iva. Tali violazioni diventano...

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