In questi giorni, la L. 128/2019 ha richiamato l'attenzione dei media soprattutto per la soppressione dell'art. 14 D.L. 10/2019 che escludeva la responsabilità penale/amministrativa in capo al commissario straordinario, all'affittuario, all'acquirente (o altri soggetti delegati) dell'ILVA di Taranto in relazione ai comportamenti tenuti in attuazione del Piano ambientale. In buona sostanza è la norma che, eliminando in sede di conversione il c.d. “scudo penale”, ha offerto al colosso franco-indiano ArcelorMittal la ragione essenziale (o, se si preferisce, il pretesto) per ritirarsi dalla delicatissima partita siderurgica del capoluogo pugliese, con tutto quel che ne sta poi conseguendo sul piano sociale, economico, politico.
In realtà, la L. 128/2019, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2.11, contiene anche altre disposizioni di sicuro interesse. A cominciare dai livelli minimi di tutela che riguardano i riders, ossia quei lavoratori che con l'ausilio di veicoli a 2 ruote, effettuano in ambito urbano la consegna di beni per conto altrui, anche attraverso l'uso di piattaforme digitali.
Per queste figure, infatti, la contrattazione collettiva può definire criteri di determinazione del compenso complessivo che tengano conto delle modalità di svolgimento della prestazione e dell'organizzazione del committente.
In assenza di accordi collettivi, i lavoratori non possono essere retribuiti sulla...