La Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza 7.06.2019, n. 15437, ha sancito il principio secondo il quale il procedimento notificatorio agli eredi di un atto tributario in assenza della comunicazione delle generalità e dell'ultimo domicilio fiscale del de cuius non rappresenta un mero errore formale, ma è causa di nullità assoluta e insanabile dell'atto.
La vicenda vede un atto impugnato relativo ad un soggetto deceduto, notificato da un ente locale a uno solo dei 4 eredi: i Giudici di prime cure annullavano l'avviso di accertamento per intervenuta decadenza della pretesa impositiva.
La sentenza veniva riformata in appello; in questa sede veniva sancita la legittimità e tempestività dell'avviso notificato a un solo erede: contro il contribuente ricorreva per Cassazione deducendo, tra gli altri motivi, la violazione di legge ex art. 360, c. 1, n. 3 c.p.c. per erronea applicazione dell'art. 65 D.P.R. 600/1973.
La Suprema Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha chiarito la procedura di notifica degli atti tributari nei confronti di soggetti deceduti e le conseguenze del mancato rispetto della stessa, che segue 2 diverse direzioni nel caso in cui gli eredi abbiano effettuato o meno la comunicazione delle proprie generalità e del proprio domicilio fiscale all'Amministrazione Finanziaria.
Secondo l'art. 65 D.P.R. 600/1973, le notifiche degli atti intestati al dante causa possono essere...