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Lavoro 07 Settembre 2021

Novità in tema di contratto a termine

La disciplina delle causali dopo la conversione in legge del Decreto Sostegni-bis.

Come noto, il c.d. Decreto Dignità (il D.L. 87/2018, convertito con modificazioni dalla L. 96/2018) ha apportato significative modifiche alla disciplina del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, ponendo fine alla stagione di massima liberalizzazione del contratto a termine iniziata con il Decreto Poletti e proseguita con la versione originaria del D.Lgs. 81/2015, durante la quale era consentita la stipula di contratti a termine senza la necessità di indicare alcuna causale giustificativa. Il c.d. Decreto Dignità, infatti, ha parzialmente reintrodotto il sistema delle causali, prevedendo che, in caso di rapporto di durata complessivamente superiore a 12 mesi oppure in caso di rinnovo contrattuale, l'apposizione del termine al rapporto fosse subordinata alla sussistenza nonché all'indicazione scritta delle seguenti condizioni tassative, elencate all'art. 19, c. 1: esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività; esigenze di sostituzione di altri lavoratori; esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell'attività ordinaria. Ora, durante l'iter di conversione in legge del D.L. 73/2021 (Decreto Sostegni-bis) sono stati approvati 2 emendamenti, volti proprio a modificare la disciplina delle condizioni così come sopra riassunta. Segnatamente, la 1^ modifica ha aggiunto, alle 3 già previste dall'art. 19, c. 1 D. Lgs. 81/2015,...

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