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Diritto 12 Maggio 2020

Nulla è dovuto all'avvocato se il concordato non è fattibile

Il legale che assiste una società nella presentazione della domanda ha l'onere di verificare i presupposti del piano proposto ai creditori.

Nel caso in esame, un avvocato impugnava lo stato passivo di una società fallita, poiché il giudice delegato aveva escluso il relativo credito eccependo il grave inadempimento del professionista, consistito nell'aver depositato la domanda di concordato nonostante le dirimenti criticità riguardanti la fattibilità tecnico-giuridica del piano e la sua sostenibilità economica. Il Tribunale di Monza, nel provvedimento del 10.03.2020, esamina, in primis, la disciplina della responsabilità dell'avvocato, deducendo che la diligenza esigibile dal professionista presuppone l'addizione della perizia quale elemento qualificante la prestazione rispetto alle obbligazioni assunte da qualunque debitore, consistente nella conoscenza e attuazione delle regole e dei mezzi tecnici propri di una determinata arte o professione, da cui la collettività si attende e può esigere una nozione di attività professionale diretta espressione di un catalogo di regole attinenti in modo specifico una determinata professione e, di conseguenza, concorrenti ad integrare la “diligenza media” riferibile alla singola vicenda (Cass. 10752/2018): la maggiore complessità dell'obbligazione dedotta in rapporto, esigerà più elevato livello di tecnicismo. Peraltro, come affermato dal Tribunale di Monza (20.06.2019), il professionista che assume l'incarico di seguire la società nell'ammissione alla...

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