Approvata dalle Camere nella sua versione definitiva, la legge di riforma della legittima difesa autorizza l’uso di armi legalmente detenute per proteggere il domicilio e ogni altro luogo in cui venga esercitata un'attività commerciale, professionale o imprenditoriale. Altre disposizioni di favore vengono istituite a livello processuale (gratuito patrocinio, priorità nei ruoli) e di responsabilità civile, prevedendo che chi esercita la legittima difesa ora abbia diritto a un’indennità stabilita dal giudice dopo attenta valutazione del fatto. Tre osservazioni preliminari: colpire il ladro alle spalle continuerà a essere molto rischioso; fuori dal domicilio come sopra inteso, si applicheranno le vecchie regole e sarà necessaria la proporzionalità tra offesa e difesa; rimane invariata la disciplina sull'uso delle armi per gli apppartenenti alle forze dell'ordine.
La riforma è stata approvata dal Senato in prima lettura, poi alla Camera con una leggerissima modifica sulla copertura finanziaria e riapprovata dal Senato in via definitiva il 28.03.2019; prima di essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale passerà al vaglio del Quirinale, che ha 30 giorni a disposizione per le valutazioni di legittimità.
Storicamente, esce capovolta la tradizione romanissima databile all’epoca repubblicana di vietare le armi (nemmeno le legioni potevano avvicinarsi in armi all’Urbe), quando invece...