Nuovi ESRS e standard volontario ridisegnano il reporting ESG
I regolamenti UE 2026/1560 e 2026/1563 ridefiniscono l’assetto del reporting europeo, combinando maggiore proporzionalità nelle richieste informative e semplificazione degli ESRS, fermo restando il principio della doppia rilevanza.
La riforma europea della rendicontazione di sostenibilità non si esaurisce nella riduzione degli obblighi. Con i regolamenti delegati (UE) 2026/1560 e 2026/1563 il sistema viene ridisegnato su 2 direttrici. Da una parte si semplifica il reporting obbligatorio, dall’altra lo standard volontario assume una funzione autonoma, incidendo sulle richieste informative lungo la catena del valore. Il profilo più innovativo riguarda questo secondo versante.Il regolamento delegato (UE) 2026/1560 introduce uno standard volontario destinato alle imprese non soggette agli obblighi previsti dagli artt. 19-bis e 29-bis della direttiva 2013/34/UE. Il modello, costruito sulla raccomandazione (UE) 2025/1710 e sul VSME elaborato dall’EFRAG, definisce il limite oltre il quale le imprese della catena del valore interessate dalla disciplina possono rifiutare i dati richiesti ai fini della rendicontazione CSRD.Il limite riguarda le imprese che non superano una media di 1.000 dipendenti e, ai sensi dell’art. 3 del regolamento delegato (UE) 2026/1560, opera per gli esercizi aventi inizio il 1.01.2027 o successivamente. Se il soggetto obbligato richiede informazioni ulteriori rispetto allo standard, deve evidenziare tale eccedenza e informare la controparte del diritto di rifiutarne la comunicazione.Sul piano unionale, la direttiva (UE) 2026/470 ha modificato gli artt. 19-bis e 29-bis della direttiva 2013/34/UE, circoscrivendo, in via generale, il perimetro alle imprese e ai gruppi che superano...