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Diritto
28 Dicembre 2022
Occultamento o distruzione di documenti contabili ed evasione fiscale
La Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi, per chiarire alcuni profili, del reato di occultamento o distruzione dei documenti contabili al fine di evadere le imposte sui redditi o l’Iva, di cui all’art. 10 D.Lgs. 74/2000.
La Cassazione, con la sentenza 21.09.2022, n. 42913, ha stabilito che, ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 10 D.Lgs. 10.03.2000, n. 74, non è sufficiente un mero comportamento omissivo, ossia l’omessa tenuta delle scritture contabili, ma è necessario un "quid pluris" a contenuto commissivo consistente nell'occultamento o nella distruzione dei documenti contabili la cui istituzione e tenuta è obbligatoria per legge.
Nel caso di specie, i giudici di legittimità prendono in esame l’ipotesi della fattura, la quale deve essere emessa in duplice esemplare e il rinvenimento di uno di essi presso il terzo destinatario dell’atto può far desumere che il mancato ritrovamento dell’altra copia presso l’emittente sia conseguenza della sua distruzione o del suo occultamento.
La Corte evidenzia che la condotta di occultamento comprende non solo l'ipotesi di scuola del nascondimento materiale, ma anche il caso della documentazione non dichiarata all'Erario e non indicata nei registri contabili, in tal modo occultandone l'esistenza al Fisco. L’occultamento consiste nella temporanea o definitiva indisponibilità della documentazione da parte degli organi verificatori e si realizza mediante il nascondimento materiale del documento in maniera tale da non consentire la ricostruzione dei redditi o del volume degli affari.
Il delitto di cui all'art. 10 D.Lgs....