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Diritto
02 Settembre 2020
Omissioni del consulente e limiti di responsabilità del contribuente
L’adeguatezza del controllo del cliente sul commercialista, se superata dalla malafede e dal contegno fraudolento del professionista stesso, rende indenne da sanzioni il diretto destinatario dell’adempimento tributario.
Il sistema sanzionatorio previsto in materia tributaria ricomprende anche l’ipotesi del contribuente che, ingannato dal proprio commercialista, risulti poi avere omesso una o più obbligazioni di carattere tributario come la presentazione della dichiarazione annuale o il versamento delle imposte. Sul tema, sempre piuttosto dibattuto e controverso, la Suprema Corte ha avuto occasione di ribadire (Cass. Civ. Sez. V, ordinanza 19.08.2020, n. 17346) la propria linea di indirizzo, orientata sulla non sanzionabilità di quel contribuente che si sia completamente affidato al proprio commercialista e da questi sia stato concretamente ingannato.
Nel caso oggetto di intervento giurisprudenziale, il contribuente veniva sanzionato per omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali. Tale adempimento risultava essere stato completamente affidato al commercialista che, nonostante non avesse doverosamente adempiuto al proprio obbligo, aveva ulteriormente fornito al contribuente interessato le ricevute fittizie di avvenuta presentazione “per via telematica” delle dichiarazioni dei redditi oggetto di contestazione. È importante rilevare, a tal proposito, che il professionista risultava rinviato a giudizio in sede penale per i medesimi fatti imputati.
Sulla scorta di tale evoluzione fattuale, tenuto conto del dispositivo di cui all’art. 5, D.Lgs. n. 472/1997, il quale consente di estendere alle sanzioni di matrice tributaria il canone della...