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Diritto 30 Marzo 2022

Operazioni inesistenti, a chi spetta l’onere della prova

Qualora il Fisco dimostri che il contribuente era a conoscenza dell’inesistenza del contraente, grava sul contribuente la prova contraria di avere adoperato la massima diligenza (C.T.R. Napoli sentenza 4.01.2022, n. 22).

L'Agenzia delle Entrate emetteva nei confronti di una società Srl esercente l'attività di officina meccanica avviso di accertamento con il quale, per l'anno di imposta 2014, venivano recuperati a tassazione costi ritenuti inesistenti per acquisti, documentati da fatture relative a operazioni inesistenti emesse da una ditta individuale. L'accertamento scaturiva dalla segnalazione trasmessa dall'Agenzia delle Entrate, relativa agli esiti dell'attività di controllo effettuata nei confronti della ditta individuale. Avverso l'atto, la Srl proponeva ricorso chiedendone l'annullamento sulla base dei seguenti motivi: illegittimità per assoluta carenza di elementi probatori; manifesta erroneità (impiego della merce acquistata nel ciclo produttivo); buona fede (omessa valutazione); difetto di motivazione dell'avviso di accertamento. L'Agenzia si costituiva in giudizio rivendicando la legittimità del proprio operato, chiedendo il rigetto del ricorso. La Commissione tributaria provinciale rigettava il ricorso. I giudici di primo grado hanno ritenuto che l'assoluta assenza di capacità di effettuare operazioni economiche da parte della ditta fornitrice, rivelatasi inesistente, determini la circostanza che le prestazioni oggetto dell'accertamento siano da inquadrarsi quali operazioni soggettivamente inesistenti. Avverso la citata sentenza, la società proponeva appello affidato ai...

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