Secondo un proverbio cinese “le donne sorreggono l’altra metà del cielo”, significando che senza il loro fondamentale ruolo nella società non possono esistere miglioramento, crescita e sviluppo.
Tale approccio filosofico trova concreta applicazione nelle organizzazioni aziendali attraverso il conseguimento della certificazione di parità di genere, strumento introdotto dall’art. 4, c. 1 L. 162/2021: “a decorrere dal 1.01.2022 è istituita la certificazione della parità di genere al fine di attestare le politiche e le misure concrete adottate dai datori di lavoro per ridurre il divario di genere in relazione alle opportunità di crescita in azienda, alla parità salariale a parità di mansioni, alle politiche di gestione delle differenze di genere e alla tutela della maternità”.
Per le aziende private in possesso della certificazione, l’art. 5 della citata legge prevede le seguenti premialità:
esonero contributivo in misura non superiore all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna azienda, salvo riduzioni qualora le risorse risultino insufficienti a coprire tutte le richieste. Le aziende, esclusivamente per via telematica, devono presentare apposita istanza all’Inps. La fruizione dell’esonero è subordinata al possesso del documento unico di regolarità contributiva e all’assenza di provvedimenti di sospensione...